Francesco's profileL’alba di un nuovo sognoBlogListsGuestbookMore Tools Help

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    Gabbie

    Nel mondo che hai davanti, ci sono solo gabbie.
    Prego, gira tra loro. Chi vedi? Sì. Esseri umani.
    Questa è la loro fine. Hanno deciso di vendere tutto ciò che era loro e chiudersi lì dentro.
    Ora sono protetti. Dicono di non avere forza di uscire, la verità e che non vogliono uscire.
    Fa comodo stare rinchiusi...
     

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     C'è chi passerà tra di loro senza neanche degnarli di uno sguardo. Vedi... purtroppo così finiscono quelli che perdono i sentimenti.
    Qui finiscono quelli che hanno smesso di credere. Perchè credere è troppo difficile
    Credere... Non si crede solo in Dio. Credere è il motore della nostra vita. Se non crediamo in qualcosa non la facciamo, se non crediamo nell'amore, non amiamo più.

     

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
      
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    Quando come loro perdiamo il nostro credo, finiamo nelle gabbie.

    Non c'è più speranza, lì finiremo tutti, non abbiamo più la forza di lottare, e lentamente bruceremo nella nostra solitudine.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
      
    pace                                    
     
    amore                        Morte                 
     dolore
                      Solitudine                                                                                                                                                                       Sì
     
     Speranza
     
                                                  Felicità                                                                                                Me             
     
                                                                                                                                                                                                                                                                                         Ti odio
                                                                                     Amicizia                                                              Credo                                                      Gioia          
     
     
                                 Ti voglio bene                                                  Di  nuovo                                             
                                                                                                                                                                                                                             Forse               
     
     

    Piovono come stelle le nostre parole. E quando perdiamo ciò che le fa muovere?
     

    Anch'io ho provato a volare

     

     

     

     
     Sapete, ci ho provato anch'io a volare. E ci sono riuscito, ho volato anche io.
    Ma dopo tanti voli, dopo aver visto tante cose, dopo essere anche arrivato dietro la luna,
    mi sono accorto che io non faccio parte del cielo.
    Io appartengo alla terra.
    Smettiamola di cercare di avere cose che non ci appartengono .

     

     

    Ti amo

     

    l'utopia del tempo

    Si gira, si gira in tondo. Si salta da un ostacolo all'altro...Si vola.
    Questo è il mondo della mia fantasia, del mio DarkFantasy.
    Poi mi accorsi che la fantasia non esiste, la fantasia è nella mia testa.
    Quando si cresce, si tiene stretto quel pezzetto di mondo magico che ci ha fatto compagnia da sempre,
    Si cresce, perchè il mondo che esiste è troppo diverso da quello che Non esiste.
    Il primo bivio della vita.
    Qui non parla fjb dei sogni, ma quello che vive oltre ciò che immagina.
    In prima persona.
    "Le parole non hanno sentimento"
    Il mondo dei sensi e delle percezioni, dei sogni. Attraverso questi mondi accresciamo la nostra speranza.
    "I paragoni tornano alla fantasia" è come una danza di mille colori e sapori: Tutto si fonde.
    Tutto ciò di cui ho raccontato qui dentro sono i passi della nostra danza.
    Va veloce, veloce, veloce, sempre più veloce. "L'alba di un nuovo sogno"... la partenza, e l'arrivo. La CONFUSIONE.
    La confusione di tante parole che vogliono esprimere al meglio tutto quello che si può provare. Ogni lettera ha mille forze racchiuse in sè, sta a chi le assapora sentire ciò che ha già dentro.
    L'utopia del nostro tempo, le curve del cuore, e la grande confusione che non finisce.
    Poi corpi che si muovono freneticamente, e parole, tante parole che scorrono.
    E ti accorgi che presto odierai quello che ti conosce troppo a fondo, colui che rappresenta tutto quello che spesso si vuole cancellare.
    Assapori la cattiveria di persone, la bontà di altre.
    Tutto scatta nel momento in cui sprofondi e ti perdi negli occhi di un bimbo.
    Pensi: lì l'utopia del tempo non esiste ancora...
    e allora?
     
     
     

    Amore&Destino

     
      
    Ci sono momenti in cui l'amore, preso dalla sua folle passione evade i suoi limiti e penetra nelle barriere del destino.
    Spesso amore e destino entrano in conflitto, e succede che nascano delle storie che mai sarebbero dovute accadere.

     

     

     
    Trucco, vestiti firmati, una bella pettinatura e via.
    Serata tra amici: "Tutti a casa mia!"
    Poco dopo una telefonata: "Scusa ma non so se ce la facciamo e venire"
    Non so perchè ma sono subito scoppiata a piangere. E' uno strano periodo questo.
    Non so che mi succede, mi sento sola! In parte non è vero, ho tanti amici attorno a me...
    La mia è una solitudine un po' strana, e finisce che anche una buca dagli amici diventa insopportabile.
     

     

     
    Giornata decisamente positiva!
    Già solo il sole mi da la carica...Purtroppo dovrò passare la serata sui libri,
    anche se mi piacerebbe andare a fare "casino" con gli amici.
    Prima sono uscito a prendere un po' d'aria e ho incontrato Laura sulla fermata,
    le ho dato un passaggio. Era giù perchè anche per lei la serata non sarebbe stata delle migliori.
    C'era però anche qualcos'altro nel suo sguardo, non saprei descrivertelo...
    Per tirarla su l'ho invitata a venire con me alla festa di piazza della settimana prossima.
     
     

     
     
    Sai... In me sta cambiando qualcosa...Comincio ad avere paura di me stessa,
    perchè metto in discussione cose che prima non avrei anche lontanamente pensato di fare...
     
     
     
    Oggi mi sento strano...
    Ho passato una serata magnifica con lei, siamo rimasti abbracciati per tutto il tempo.
    Le ho scritto un sms in cui le dicevo ce stasera il bene che provo per lei si è intensificato.
    Ho scoperto in lei una persona che tra i banchi della Chiesa non immaginavo.
    Domenica andremo in spiaggia insieme.
     

     
     
    Matteo è una persona speciale... Oggi in spiaggia ero silenziosa,
    ma al mio interno bruciava qualcosa di enorme. Se n'è accorto. Non gli ho raccontato niente.
    Poco dopo siamo dovuti andare via perchè non si è sentito bene, febbre.
    Non so che scrivere.
     
     
     
    Le ho mandato un sms: "ma non è che ti sei innamorata di me?"
    Ha risposto dopo molto tempo, arrabbiata.
    Così l'ho chiamata:" Ti sei innamorata di me?"
    Silenzio che spacca le orecchie. Poi sentivo che piangeva.
    Sono confuso.
     

     
     
    Ho paura. Ammetto che qualcosa in me succede. Ma se ammetto quello che ora sto pensando,
    se pronuncio quelle due maledette parole, allora tutto sarà reale... Sono una stupida!
    Gli sto creando dei problemi, lui la sua strada l'ha già scelta!
    Devo smetterla.
    Ma poi lui mi scrive: "Veglia su di me angelo mio, solo così dormirò sicuro,
    e se sarai lontana poggio sempre il mio viso nelle tue ali" Ed io penso a come vorrei, poterlo avere mio
    e poterlo stringere tra le braccia e dirgli mille volte e mille ancora Ti Amo!
    Ma non posso cancellare il suo destino già intrapreso.
     
    Oggi l'ho vista, e non ho avuto il coraggio di avvicinarla.
    In questi giorni ho pensato spesso al fatto di lasciare il seminario.
    Poi ci sono tanti anni di differenza, forse troppi. Quale sicurezza potrò darle e darmi?
    Io non posso, ho promesso a Dio la mia vita, ho prefissato il mio percorso.
    Amare il prossimo è la mia ragione...E così, guardando per terra:
     

     
     
    Questo è il momento tanto odiato...
     
    Sembrava che già sapesse le mie parole. "Senti, quello che provo per te mi ha confuso
    ma ho pensato a lungo e..."
     
    "So cosa stai per dirmi" Cercavo di non piangere.
    "Ma non possiamo amarci. E va bene così."
     
    So che ciò che ha detto non era quello che pensava.
    Ho risposto con un abbraccio
    "Cerchiamo di non far cambiare la nostra amicizia"
     
    Sapevamo entrambi che non sarebbe mai potuto essere così.
     

     
    Grazie a due amici molto importanti per me che mi hanno dato lo spunto per scrivere questa storia.

    La scorsa notte ho sognato
    Mi trovavo dentro una stanza, interamente buia, e non riuscivo a capire quanto fosse grande.
    Era tutto un silenzio.
    Ad un certo punto uno scatto, e si accese una luce, come quelle dei palcoscenici, illuminò una figura. Non riuscii a capire cosa fosse
    Mi avvicinai di qualche passo.

     Era una donna, stava seduta su una sedia.
    Era piegata in avanti tanto che sotto la luce i capelli le coprivano il viso.
    Poi a mezz'aria si accesero tante piccole maschere...erano orribili...urlavano, e la stanza si riempì di un rumore incredibile.
    sarei voluto scappare, ma avevo paura di sbattere. Non sapevo cosa fare, e non riuscivo più a pensare, quel rumore era così pazzo, mi batteva da dentro, come se si fosse impossessato dei Miei battiti, di tutti i miei sensi.
    Riuscivo solo a guardare la donna. Era immobile mentre quel ritmo di battiti non mio diventava troppo per me... Allora da qualche parte davanti a me cominciò a suonare una canzone,era un coro ma era solo una voce che cantava: riuscivo a sentire voci di bambini, di adulti, uomini, donne, e come se suonasse solo per me mi sbattè contro. La donna all'improvviso cominciò ad alzare la testa, io ormai inerme battuto da urla agghiaccianti e note indefinibili guardavo quella scena come al rallentatore, tante sequenze di un film una dietro un altra... Adesso potevo vederla...
    Sorrise, il sorriso più dolce che abbia mai visto.
    Ma non era una solo un sorriso. Era anche una lacrima, anche un brivido...
    Come dopo essersi fermata all'improvviso la musica riprese: "RESISTI! RESISTI! RESISTI! RESISTI!"
    Un colpo improvviso, e la luce esplose, bagnò e annullò tutto.
     

    E poi mi sveglio

    Angeli custodi

     

     
     
     
     
    In una notte silenziosa, dove tutto il mondo dormiva sereno, un angelo si affacciò dalla sua nuvola per guardare la terra. Com' erano piccole le case, i palazzi, le strade. Si sporse un po' di più e vide tutte le persone che dormivano nei loro piccoli letti. Così belle da addormentate...
    Volle scendere sulla terra, per ascoltare il loro sonno, per sentire le loro menti.
    Lentamente atterrò. C'era un gran silenzio, sembrava che tutti fossero in un’eterea pace. Contento per quella serenità, volle avvicinarsi ad una di quelle case.
    Cominciò ad ascoltare...Cos'era tutto quel rumore? Cos’ era tutta quella sofferenza? no! Era troppo intenso, troppo brutto!
    Scappò via da quella città, più veloce che poteva, non guardava, continuava a correre lontano...lontano...fino a che smise di sentire quei suoni infernali.
    Si fermò e aprì gli occhi:
    Dove si trovava? Si guardò attorno e cominciò a piangere, in silenzio, però, perchè si vergognava di se stesso.
    Si alzò e si rivolse verso il cielo e chiese perchè.
    L'angelo sentì solo una parola. Speranza.
    L'angelo rimase tutto il tempo seduto su di una duna del deserto dove si trovava.
    Lentamente cominciò a camminare, correre, poi volare finché non ritornò in quella casa.
    Quel rumore non poteva fargli paura, doveva fare qualcosa per farlo cessare! Entrò in una stanza, un bambino dormiva silenziosamente, gli si avvicinò esitante e lo guardò. Era piccolo, ma la sua mente era tutta un miscuglio di forti emozioni..
    Senza pensarci due volte l'angelo si sedette accanto a lui e decise di custodirlo per sempre. Gli regalò le sue ali.
    Giurò di non separarsi mai più da quel dolce umano.
    E così fu per anni.
    E così è tuttora.

     

    Favola

    Egoismo

     
     
     
     
     
    Non mi interessa di te, di chi tu sia.
    Non m'importa del mondo, delle persone così stupide, che non capiscono niente.
    Io voglio essere libero, io non voglio mezzi che mi incatenino, voglio essere libero di fare quello che voglio.
    Voglio amare quando lo sento, odiare anche senza motivo
    Voglio vivere a modo mio, cercare la vera libertà, quella solo mia, non quella rapportata alla società.
    Voglio essere libero di ridere di voi quando soffrite, e triste, perchè voi siete felici ed io no.
    Non sarò mai solo, quando vorrò avrò chi mi farà compagnia, per mio comodo.
    Troppe lacrime hanno spugnato il mio viso, lacrime che non erano per me.
    Voglio essere libero di piangere per me stesso col viso alzato urlando tutto quello che mi piace.
    Non m'importa avere le ali nere quando tutti voi le avete azzurre.
    Io vivo me stesso, cosa mi impedisce di essere per me, nascondermi o stare allo scoperto
    Solo per conto mio.
     
     

    Storia

    È ancora molto presto.
    La finestra è aperta, ed entra una leggera brezza che inonda il viso.
    Guarda, una foglia sta entrando col vento, volteggia nella stanza, e si posa sul tuo letto, vicino al cuscino.
    Come sei bello….I tuoi occhi sono ancora chiusi, respiri piano piano: un sonno tranquillo, leggero, magari pieno di bei sogni.
    Come quello di ogni bambino.
    Le tue manine…piccole, dolci, che come tutte hanno tanto bisogno di amore. Mi ricordo quando quattro anni fa, per la prima volta ti ho guardato, eri tanto bello… i capelli sono un po’ arruffati, ho sempre sorriso nel vederli, e questo particolare ti rende ancora più meraviglioso, con i tuoi sorrisi, quando mi guardi con quegli occhi così grandi, così profondi….Ti amo piccolo mio.

    Una due, tre….hai avuto il tempo solo di emettere un leggero gemito…. Quattro, cinque, sei …sette…otto…il sangue scorre veloce…nove …dieci….dodici....quindici…diciotto....venti.
    Butto il coltello a terra, non ho il coraggio di guardarti.

    E' tutto pieno di sangue, io sono ricoperta di sangue. Entro nella mia camera, anche lì la finestra è aperta. Spero che qualcuno un giorno mi possa capire.
    Mi butto di sotto.

    Diario


     

    Ciao mamma,
    Come stai? Io molto bene. Per volontà di Dio pochi giorni fa mi hai concepito. Non riesco a descriverti la felicità che sento: tu diventerai mia madre, e mi piace sapere dell’amore con cui sono stato concepito. Mi sa che sarò il bimbo più felice della terra!
    Mamma, è già passato un mese da quando sono nella tua pancia, e posso vedere come il mio corpo comincia a formarsi. Non è bello come il tuo, ma dammi almeno un’opportunità, sono così felice!
    C’è qualcosa che mi preoccupa un po’…mi sto rendendo conto che c’è qualcosa dentro te che non mi fa star bene, forse è solo un po’ di tristezza…sta tranquilla mammina mia, passerà presto.
    Mamma, sono già passati due mesi e sono molto felice perché mi sono spuntate le mani, le mie mani! Ho tanta voglia di usarle per giocarci, per accarezzare il tuo volto...mammina, cosa ti succede? Perché piangi così tanto di notte? Non mi vuoi più bene? Se è così, te lo giuro, farò di tutto perché tu me ne voglia di nuovo.
    Questo è il terzo mese, mamma, non capisco cosa stia succedendo. Oggi siamo andati dal medico ed abbiamo fissato un appuntamento per domani. Ma io qui mi trovo bene, non ti denti bene forse, mammina? Che c’è? Perché piangi? Non essere triste, anche io lo sono insieme a te. Stai tranquilla, andrà tutto per il meglio!
    Mamma non coricarti ora, è molto presto per andare al letto. E poi non ho sonno, voglio solo giocare con le mie mani… Ah! Cos’è quel tubicino dentro casa mia? E’ forse un giocattolo nuovo? Ehilà! Che cosa succede? Mamma! Fermatevi! Non risucchiatemi là dentro! Non toccate la mia manina! Perché me la stanno strappando? Ho paura…Non vedono forse che mi stanno facendo tanto male? Mamma difendimi! Digli di smetterla! Aiutami ti prego…
    Mamma aiutami! Non vedi che sono piccino e non posso difendermi? Ahi la mia gamba, me la stanno strozzando! Ti prego, digli di smettere, ti prego, farò il bravo, non ti farò più sentire dolore, sarò il tuo bimbo perfetto!
    Perché volete farmi del male, mamma? Quando sarò gran…de e for…te, mam…ma, ah mamma! Non ne posso più…mi fanno tanto male…mammina…sto…ahia…aiutami…
    Mammina mia perché non li fermi? Aiutami! Ai…u…
    BUIO
     
    Mamma sono già passati diciassette anni da quel giorno ed io da qui ti guardo sempre, sei così bella!
    Ti fa ancora male quella decisione che hai preso, ma ti prego non piangere. Ricordati che io ti voglio tanto bene e che ti aspetto per ricevere un abbraccio che in vita hai voluto negarmi.
    Ti mando un bacio.
    Tuo figlio.

     

    Awards

     Tutti i premi per il mio blog

    Celtic directory giugno 2008

    giugno2008francesco.jpg

     

    da VALENTINA  http://lastregabuonaspaces.live.com 

     

     

      Top love Maggio 2008

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    Awardsaprile2007

     

     

    Dell'8/1/07

    GrAfIkAnDo By NiKi

    del 3/4/07

    GrAfIkAnDo By NiKi

     

     

    Se un giorno trovassi le parole giuste per aprire il mio cuore, ne sono certo, il mondo si spaccherebbe in due.
    Sono solo due parole, lo sento.
    Pronunciandole, tutto andrebbe sottosopra.
    Però...poi io rimarrei vuoto. Quelle due parole sono il mio mondo.
    Liberate quelle, io sarei così leggero che il vento riuscirebbe a portarmi via lontano.
    Io appartengo al vento...
     
     
     
     
    Lontano abita un ombra. Si chiama nessuno.
    Uccide. Ama il sangue.
    Ama la carne degli uomini e la guerra che ogni giorno uccide chi ama vivere e lascia in vita quelli che della vita non hanno capito.
    Lontano abita un ombra che affoga tutte le anime delle persone che non c'entrano. E gioisce rompendo ossa mentre il sangue le scorre sulle guance.
    Lontano, abita un ombra SOLA.
     
    SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.
    SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.
    SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.
    SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.
    SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.
    SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.
    SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.
    SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.
    SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.
    SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.
    SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.
    SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.
    SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.
    SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.SOLA.
     
     
    E intanto questo è tutto ciò
    che riesco a liberare dal mio dentro.
    Sperando di trovare un giono qualcuno che capisca.
     

    Felicità

    Dalla purezza di una fresca guancia
    si allarga il simbolo della felicità
    Ed ecco che si libera calma e in silenzio dalle catene
    e illumina i sentieri oscuri.
    Forza di speranza e gioia di vivere!
     
     
     
    ...Felice 

                     Non temere più

    Ora non ti resta che volare.                                      

    La verità negli occhi

    Il cielo era terso, il sole splendeva e illuminava le poche nuvole ancora nel cielo, che sembravano quasi lasciarsi cullare dal suono leggero ma penetrante del mare.
    Da solo nell’acqua galleggiava tranquillo un gabbiano tutto bianco, forse immerso nei suoi pensieri, e posava lo sguardo su di una strada che correva oltre la scogliera.
    Osservava un ragazzo che correva per quella strada, era solo, e all’apparenza,  non si sapeva dove stesse andando.
    Ma il ragazzo, e anche il gabbiano, in realtà sapevano quello che di lì a poco sarebbe accaduto.
    Una cosa che faceva più gioire, e allo stesso tempo rattristare il gabbiano erano gli occhi del ragazzo. Erano verdi, semplici ma che sarebbero stati capaci di qualunque cosa. Avrebbero detto tanto se solo avessero potuto…
    Il ragazzo continuava a correre a piedi nudi sulla strada, come si chiamasse, chi fosse, ormai non aveva più importanza. Era tardi per tutto.
    Corse per altri due metri, poi si fermò improvvisamente e si girò verso il mare.
    Non aveva più voglia di continuare a correre e correre per quella schifosa strada solitaria, non voleva più soffrire, non voleva più sognare, né illudersi, né altro…
    Si fermò sul bordo della strada. Un altro passo ed era finita, era stanco… era davvero molto in alto sul precipizio…un salto sarebbe bastato sicuramente, solo la caduta era sufficiente…
    I suoi occhi grandi e così immensamente belli guardavano oltre il mare, là dove c’era l’orizzonte; però lui non lo stava osservando.
    Ora che era arrivata la sua conclusione, tanti ricordi come i mille tasselli di un mosaico gli riaffioravano nella mente, tante piccole storie di sedici anni di esistenza passate, che lui amava ed odiava, segnati da una profonda e unica tristezza senza via di uscita come un buio tunnel dove non riesci a capire dove sei.
    Era tutto un vortice di pensieri, di emozioni. Ora si vedeva da piccolo, quando i suoi genitori lo picchiavano, ora si vedeva crescere all’improvviso, quando una malattia si portò via il suo unico amico, ora si vedeva scappare per sempre di casa.
    Quanto dolore, quanta sofferenza aveva provato, un dolore ed un silenzio che lo consumavano dentro, e lo sappiamo, cose del genere non guariscono mai.
    Aveva provato a continuare, a lottare strenuamente contro quel nero guscio che lo circondava.
    Aveva provato a far ritornare meravigliosi i suoi occhi ormai spenti.
    Aveva provato a cambiare, cercando cosa lo avesse potuto rendere felice, ed in qualche modo c’era riuscito. Aveva capito che aprendosi e aiutando il più possibile gli altri in difficoltà rendeva loro e lui stesso più felice, e scoprì un calore grande mai ricevuto, si sentiva indispensabile ed amato e sempre più persone entravano a far parte della sua vita…
    Aveva provato, ma tutto questo, come sapeva anche lui del resto, non poteva durare.
    Sentiva che in lui mancava un qualcosa, qualcosa che non conosceva.
    Questa mancanza presto cominciò a farsi sentire sempre di più. Gli batteva sotto la pelle e mai avrebbe smesso. Presto cominciò stancarsi di quello che si era creato, perché non era quello che lui desiderava, solo quello di cui aveva per forza bisogno.
    A questo punto niente più lo legava a quel mondo, solo e triste com’era, con quell’unico interrogativo: “Cosa mi manca?”
    Così, senza realmente sapere come, stava su quell’alto ciglio del precipizio al lato della strada solitaria sulla grande scogliera dove sbatteva il mare.
    Era tutto calmo.
    Il ragazzo abbandonò per sempre i suoi ricordi, si guardò attorno e capì che quello era il suo ultimo momento.
    Non ci pensò più sopra.
    Aprì le braccia, si spinse di un passo avanti e si lasciò cadere.
    Il cielo era come più luminoso, lui cadeva, ma lentamente. Aprì gli occhi, e vide che un bianco gabbiano gli volava affianco per poi guardarlo, volgersi verso l’orizzonte e infine sparire.
    Voleva seguirlo…
    In quell’istante capì qualcosa, come se solo in quell’occasione avesse potuto capire.
    La verità che cercava era stata trovata, forse, pensò, solo in quell’attimo può essere carpita.
    Una lacrima scivolò sul grande sorriso d’amore e di pace che gli era spuntato sul viso.
    E così volò anche lui verso l’orizzonte.

     

    Questa è una storia che ho scritto un paio d'anni fa...
    E' bello vedere come si riesce a crescere in così poco tempo...e a distanza di anni ci si accorge raramente di quello che si era e di quello che si è.  

    Dipingiamo insieme il mondo di blu

    Il titolo di questo intervento è dedicato ad una grande persona che ha saputo affrontare grandi problemi mantenendo la propria dolcezza e semplicità.
     
    Ci capita spesso di avere qualcosa di brutto nella testa,e ci accorgiamo di non avere nessuno con cui parlarne.
    A volte preferiamo tenerci certi problemi per noi,
    Qui siete liberi di sfogarvi.
    Lasciate un commento, restando anche anonimi,e raccontate di un periodo non troppo felice, o solo di un attimo in cui avete bisogno di liberarvi.
    Scrivere dei nostri problemi spesso aiuta noi stessi a trovare una soluzione.
    Ognuno di noi vive una storia,ognuno è protagonista del film della propria vita.
    Leggendo di film simili ai nostri, magari ci accorgeremo di non essere poi tanto soli.
     
     

    L'alba di un nuovo sogno/Directory

     

    Ho pensato di creare una piccola directory nel mio blog dove pubblicizzare i blog che per me sono i più belli.

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